Questo è il primo di una serie di articoli dedicati alla virtualizzazione, nei quali cercherò di spiegare cos’è e in quali ambiti può essere utilizzata e soprattutto quali sono i benefici nell’utilizzo di macchine virtuali.
Nell’ultimo periodo la potenza di calcolo delle macchine è aumentata esponenzialmente, dapprima con l’incremento della frequenza di CPU e RAM, poi con l’aumento dei core e del numero di CPU fisiche, abbiamo visto le prestazioni dei server crescere notevolmente e il sistema raramente riesce a sfruttare al meglio l’hardware che ha a disposizione.
Questo è uno dei motivi, insieme alla scalbilità e alla manutenibilità, che ha consentito alla virtualizzazione di prendere piede nel mondo IT.
La prima grande distinzione sostanziale che bisogna fare è proprio sul tipo di virtualizzazione:
Full Virtualization:si intende la creazione di una versione virtuale di una risorsa normalmente fornita fisicamente.
Hardware Assisted Virtualization: è paragonabile alla Full Virtualization ma in questo caso viene fornito supporto direttamente dall’hardware.
Paravirtualization: è una tecnica che permette di utilizzare un’interfaccia che si frappone tra l’hardware, il VMM (Virtual machine Monitor) e le machine virtuali.
Questa è una lista dei software più importanti per la virtualizzazione, c’è l’ottimo Virtual Box che è open source, i più famosi Xen e VMWare, i prodotti di casa Microsoft Virtual Server e Virtual PC (Gratis, sembra impossibile ma sia VIrtual PC 2007 e sia Virtual Server 2005 sono Free) ed infine ma non in ordine di importanza il nuovo Hyper-V il nuovo prodotti sempre di casa Microsoft fornito con Windows Server 2008.

Nei prossimi articoli analizzeremo meglio ognuno di essi ma per ora e tutto, bye
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