Con l’aumentare delle performance dei computer capita spesso di non riuscire a sfruttare al massimo la potenza di calcolo, questo è uno dei motivi che ha spinto le aziende ad adottare una tecnologia che porta il nome di “virtualizzazione”.

Per virtualizzazione si intende la creazione di una versione virtuale di una risorsa normalmente fornita fisicamente. Qualunque risorsa hardware o software può essere virtualizzata: sistemi operativi, server, memoria, spazio disco, sottosistemi.
Uno dei migliori applicativi per la virtualizzazione è XEN, questo progetto open source ha la particolarità di non creare una virtualizzazione vera e propria, ma invece una paravirtualizzazione.
La differenza sta nel fatto che nella virtualizzazione come descritto in precedenza si emulano le risorse del computer con hardware virtuale, la paravirtualizzazione invece mira a controllare l’accesso alle risorse fisiche della macchina da parte delle varie istanze delle macchine virtuali.
Questo processo è simile a ciò che si utilizza nel campo dei mainframe e dei supercomputer, come ad esempio nei sistemi operativi VM/CMS e OS/360 di IBM, in cui il virtual machine monitor di macchine virtuali (in gergo hypervisor) è implementato direttamente nell’hardware dei processori.
Per quanto riguarda il supporto ai sistemi operativi, è innanzitutto necessario fare una distinzione tra il dominio0 (o dominio privilegiato) ed il dominioU (o dominio non privilegiato). Il primo rappresenta l’istanza di macchina virtuale creata direttamente dall’hypervisor al momento del boot. Da esso possono essere fatte partire successivamente le altre macchine virtuali. Tutte le altre istanze di macchina virtuale in esecuzione sono dominioU (notare che viene creato un distinto dominio per ogni istanza).
A distanza di un anno dalla versione 2.0, ha fatto la sua comparsa nel mercato la versione 3.0, in grado di supportare sistemi guest a 32 vie, con la possibilità di aggiungere o rimuovere in tempo reale le CPU, consentendo di ottimizzare i carichi di lavoro ridistribuendoli tra i sistemi meno “occupati”. Vi è la possibilità di indirizzare più di 4 gb sulle cpu a 32 bit e vi è il supporto delle x86-64 (AMD) e dell’ AGP.
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